Chianti Classico

Il Chianti classico è il rosso prodotto fin dal Settecento nella zona storica tra Firenze e Siena. Il gallo nero è il suo simbolo.

La tendenza: il Sangiovese in purezza. E l’aumento della qualità, anche con la nuova categoria della Gran Selezione.

Di seguito le migliori bottiglie di vino chianti classico in vendita:

Informazioni e caratteristiche del Chianti Classico

I Chianti sono due: uno si chiama solo Chianti, l’altro Chianti Classico. Solo il secondo è prodotto nel territorio del Chianti, il Chiantishire degli inglesi.

Bottiglie di Vino Chianti classico

Sembra un rebus, ma è un retaggio storico, che arriva dagli inizi del secolo scorso. Nel 1932, per la scarsità del vino dovuta anche alla strage della fillossera, Mussolini decise di allargare l’area di produzione.

Da quella storica, in cui il vino veniva prodotto dal Settecento, a una zona vastissima che va dal mare ai confini dell’Appennino tosco- emiliano. Purtropp è stato partorito un grande equivoco: un caso unico al mondo: esiste un Chianti che non viene dal Chianti.

Per distinguere i due mondi (diversi per caratteristiche della terra, dell’altitudine dei vigneti, del clima e quindi della qualità dei vini) c’è un simbolo, quello del gallo nero, che compare solo nelle bottiglie del Chianti Classico.

La zona storica può contare su un terreno formato da galestro e alberese: l’argilla nei secoli si è trasformata in roccia friabile, le radici delle viti la attraversa in profondità. Questo dona mineralità, eleganza e freschezza ai vini. Quelli del Chianti hanno meno roccia e più sabbia e sassi, adatti soprattutto a vini di pronto consumo, con una maggiore quantità di uva per ettaro, oltre i 100 quintali, mentre nel Chianti Classico non superiamo i 75. E anche questo fa la differenza.

Vino Chianti classcio

Il Classico sta ottenendo risultati straordinari, anche grazie al rapporto qualità prezzo (dai 10 euro in su).

Il Castello di Volpaia 2015, ad esempio, si è appena classificato al terzo posto tra i vini migliori del mondo secondo Wine Spectator. Ogni zona classica ha uno stile: eleganza a Radda; esilità e finezza a Castiglione Berardenga; colore intenso e freschezza nel distretto bio di Panzano.

Il Sangiovese è molto sensibile alle variazioni, come una pellicola, fotografa il territorio. Nella ricetta originale il barone Ricasoli prevedeva anche i bianchi da aggiungere ai Chianti più giovani. Scelta cancellata solo nel 2005.

Ora è consentita l’aggiunta fino al 20% degli autoctoni rossi Canaiolo e Colorino e di internazionali come Merlot e Cabernet. Ma la tendenza è il Sangiovese in purezza, soprattutto nella Gran Selezione, il vertice qualitativo del Chianti Classico (le altre tipologie sono l’annata e la riserva).