Chiavennasca

È il Nebbiolo delle Alpi, che occupa il 90 per cento dei vigneti della Valtellina Un tempo rosso di mediocre qualità, dagli anni Ottanta si è fatto accogliente e gentile grazie all’opera dell’enologo Casimiro Maule che lanciò lo Sfursat 5 Stelle

Chiavennasca Vino: caratteristiche

Fino a qualche decennio fa, la Valtellina offriva soprattutto vino sfuso, da vendere in Svizzera. Se ne produceva molto. Nell’Ottocento nella regione c’erano 6.000 ettari di vigneto. Quattro secoli prima Leonardo descrisse la Valtellina «circumdata d’alti terribili monti» come una zona di montagna che «fa vini potentissimi e assai».

Vino Chiavennasca

Tra terrazzamenti e 2.500 chilometri di muretti a secco ora invece gli ettari sono 750. Una rete così spettacolare da essere candidata al riconoscimento Unesco di Patrimonio dell’umanità. Per il 90 per cento il vigneto è formato da piante di Chiavennasca, il Nebbiolo delle Alpi. Qui si pratica la viticoltura eroica: i viticoltori raccolgono l’uva a mano e la portano con le gerle in cantina.

Il vino sfuso di mediocre qualità è un ricordo. Decine di cantine valtellinesi ora ottengono con i loro rossi riconoscimenti in tutto il mondo.

Un signore trentino, un gigante dai capelli bianchi, è stato il protagonista di questa svolta. È Casimiro Maule, arrivato alla Nino Negri di Chiuro (Sondrio) subito dopo il diploma, nel 1971. Nino Negri, dal nome di chi la fondò nell’Ottocento, è un’azienda che ha fatto la storia enoica della Valtellina.

I migliori Vini Chiavennasca

Ha avuto un periodo buio, dopo che il figlio di Nino Negri, Carluccio, decise di venderla ad un gruppo svizzero. Tutto però è cambiato nel 1983, quando Casimiro Maule lanciò il rosso Sfursat 5 stelle.

Le uve vengono appassite nei fruttai per tre mesi, la brezza dal lago di Como asciuga gli acini (per questo lo Sfursat si chiama il vino delle sgonfiate), che perdono il 40 per cento del peso. Lo scrive, nel Cinquecento, Ortensio Lando: «Bevei di un vino detto delle sgonfiate, credo fermamente ch’egli sia il miglior, che al mondo si beva… di potentia uguale a Iddio».

Il tratto nervoso del Nebbiolo di montagna scompare, il vino diventa accogliente, gentile. Casimiro Maule, che è stato il miglior enologo italiano nel 2007 secondo il Gambero rosso, è in pensione dalla Nino Negri (ora di proprietà del Gruppo Italiano Vini) dal 2018.

I migliori vini Chiavennasca

Di seguito abbiamo selezionato i migliori vini Chiavennasca:

© 2019 Cantinetta-vino.it © Copyright 2016, Tutti i diritti riservati.
E’ vietata la duplicazione dei contenuti, anche parziale. I loghi, marchi e immagini rappresentate appartengono ai rispettivi proprietari